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IL DIVIETO DI MORIRE

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Che cosa succede se un’intera società dimentica di confrontarsi con il tema capitale della cultura umana: la morte?

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IL DIVIETO DI MORIRE

La scomparsa della morte nella società del Rischio

Che cosa succede se un’intera società dimentica di confrontarsi con il tema capitale della cultura umana: la morte? Perché oggi è necessario parlare del “divieto di morire”? Quali sono i motivi del disorientamento dell’uomo modernodi fronte all’insensatezza della morte, le ragioni della sua rimozione, l’oscuramento di ciò che in passato rappresentava il discorso quotidiano per eccellenza? Perché di fronte alla “solitudine del morente”, e sui corpi di malati in stato vegetativo persistente, il dibattito bioetico ha intrapreso la china pericolosa dello scontro ideologico tra opposti fondamentalismi? La definizione di “morte” dev’essere lasciata ai comitati etici, al potere politico-giuridico-religioso, è un problema squisitamente clinico o va ripensata nell’ottica delle nuove forme di libertà conquistate dall’uomo negli ultimi secoli?
Questo libro nasce dal convincimento che la riflessione filosofica è obbligata a confrontarsi con l’acceso dibattito sulle cure di fine-vita, recuperando le ragioni che le sono proprie a partire dalla “riscoperta” della morte e dalla restituzione al morente della dignità espropriata. Lo fa discutendo i delicati casi di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro, denunciando le distorsioni teoricoconcettuali presenti nella bioetica cattolica e i limiti della bioetica laica, nel  solco della tradizione filosofica iniziata dai Greci e con i suggerimenti delle
migliori teorie fenomenologico-esistenziali del Novecento.

Autore Vincenzo Di Marco

ISBN 9788895579191

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